Cemento armato, un’idea che ha cambiato il modo di costruire nella storia

Cemento armato, un’idea che ha cambiato il modo di costruire nella storia

Il Calcestruzzo Armato, chiamato anche conglomerato cementizio armato o nel gergo comune cemento armato, è una tipologia di materiale adoperato per costruire opere civili. I suoi componenti principali sono la miscela di cemento, aggregati lapidei – ghiaia, sabbia – , acqua a cui si aggiungono anche le barre d’acciaio che costituiscono l’armatura. In genere, esse sono inserite all’interno del conglomerato e si fanno interconnettere tra di loro.

I primi usi del Calcestruzzo Armato

Già usato all’epoca dell’Impero Romano con il nome di Betunium, il calcestruzzo era un legante costituito da calce e pozzolana. Alcuni reperti archeologici testimoniano la presenza di barre in bronzo all’interno di primordiali forme di calcestruzzo. Gli esperti, realtà, ritengono che difficilmente possa essere considerato il composto una forma di calcestruzzo armato vero e proprio.

Con certezza, però, si può dire che nella storia la scoperta del calcestruzzo avvenne a Parigi per opera di Joseph Monier, un giardiniere che, cercando di creare dei vasi da fiori, scoprì che la gabbia metallo impiegata per bloccare e dare forma al cemento non si staccava dal calcestruzzo stesso.

Nel luglio 1867, Monier ottenne il brevetto per la creazione di vasi da fiori. Successivamente furono creati altri brevetti per realizzare nuove opere in calcestruzzo, come solette piane e curve, serbatoi, tubi, scale e tanto altro ancora. In ciascuna opera appena accennata, ovviamente, il massimo comune divisore era rappresentato dall’armatura in cemento che ognuno di essa mostrava.

Nel nostro paese, uno dei più importanti pionieri della costruzione in calcestruzzo armato fu l’ingegnere Angelo Lanzoni che nel 1883 ottenne un brevetto. Il calcestruzzo armato veniva utilizzato molto nel settore dell’industria navale, prima ancora che fosse impiegato in quello edile. In Francia, infatti, J. L. Lambot fece costruire un’imbarcazione con una particolare struttura metallica che veniva ricoperta da calcestruzzo. Sul finire del 19º secolo, anche in Italia, si usò la tecnica del calcestruzzo per realizzare scafi navali.

Il Calcestruzzo nel settore dell’edilizia

Il primo utilizzo del calcestruzzo armato nel settore dell’edilizia avviene in Inghilterra, nella città di Newcastle, ad opera di William Wilkinson il quale registra un brevetto nel 1854. Egli costruì un cottage a due piani di piccole dimensioni dove dimorava la servitù, rinvigorendo la sua struttura grazie all’utilizzo di barre d’acciaio e di cavi metallici, per realizzare il tetto e il pavimento. Successivamente, sulla falsariga del primo modello, furono create altre opere seguendo sempre la stessa tecnica che venne consolidata nel tempo.

Nel periodo 1887-1965, in Francia, Le Corbusier sfruttò al massimo le enormi potenzialità innovative del calcestruzzo armato per realizzare le opere di architettura contemporanea, seguendo gli insegnamenti del suo maestro Auguste Perret. Quest’ultimo realizzò delle opere in calcestruzzo armato di grande rinomanza, come ad esempio la casa in Rue Franklin a Parigi del 1903.

Nel nostro paese il calcestruzzo armato cominciò ad essere diffuso tra il 19º e 20º secolo. Bisognerà attendere il 1939 per l’introduzione di una legge ad hoc (R.D.L. n.2229 del 16 novembre 1939) che ne disciplinasse il suo impiego.

Attualmente la costruzioni in calcestruzzo armato sono regolate dalla legge 5 novembre 1971 – n°1086 “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica” e dal decreto ministeriale 14 gennaio 2008 – “Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni, attualmente in fase di revisione. La versione definitiva dovrebbe essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale, entro la fine del 2016.

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