Storia del calcestruzzo

Il calcestruzzo: la storia

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Storia del calcestruzzo: origini e declino in epoca medievale

Quello che, al giorno d’oggi, prende il nome di calcestruzzo, vale a dire tutto il conglomerato, per i latini era il caementum che significava “rottame di pietra”. Tale termine soltanto nel medioevo acquisì il termine italiano di cemento.

Le origini della tecnica con cui veniva creato il calcestruzzo, nelle sue forme primordiali, non sono molto note. Si sa con certezza, però, che ne fecero largo uso le popolazioni degli assiri, egizi, ma anche i greci, i quali realizzarono l’acquedotto di argo e tanti altri opere di cui vi sono delle significative testimonianze ancora oggi.

Furono i romani, in realtà, ad utilizzare questo materiale per creare un numero molto elevato di opere ancora oggi in ottime condizioni di conservazione. Il calcestruzzo veniva frequentemente usato per costruire strade, fondazioni, muri di cinta e tante altre opere pubbliche.

Nella famosa opera in lingua latina “De Architectura”, Vitruvio descrive diverse tecniche per realizzare i lavori proprio usando quel conglomerato che oggi prende il nome di calcestruzzo: opus incertum, opus reticulatum e opus caementicium.

Il suo uso fu molto frequente fino alla caduta dell’impero Romano d’Occidente. Da quel momento in poi, infatti, i romani abbandonarono questo materiale per utilizzare la pozzolana, il cui impiego si protrasse anche per buona parte del medioevo, periodo in cui si privilegiavano metodi costruttivi più semplici, dove il legante cemento venne sostituito dal grassello di calce.

La Francia del settecento riscopre l’arte del calcestruzzo mai più abbandonata

Nella Francia settecentesca venne riscoperta l’arte del ben costruire le opere facendo uso di calcestruzzo. Il materiale assume delle forme che si avvicinano sempre più a quelle dell’attuale calcestruzzo di cemento. In quel periodo, venne scoperta la calce idraulica ad opera dell’ingegnere britannico John Smeaton, il quale grazie al suo impiego realizzò il faro di Eddystone.

Questa nuova invenzione segna il passaggio dal calcestruzzo di origine romana a quello dell’epoca moderna. In piena rivoluzione industriale, nella progredita Inghilterra, nacquero invenzioni e si intrapresero tantissime iniziative industriali che diedero alla luce i primi leganti idraulici industriali, chiamati cementi. Il primo cemento a presa rapida venne creato nel 1796 ad opera di Parker, da cui prese il nome anche il prodotto.

  1. Chatelier nel 1860 creò la composizione chimica del cemento, dando il via alla produzione industriale del calcestruzzo, il quale divenne largamente diffuso grazie alla creazione delle calcestruzzo armato. Quest’ultimo presenta delle ottime capacità di resistenza a compressione, anche se non si può dire la stessa cosa per la resistenza trazione.

    Ciò rappresenta un limite per decenni che venne superato grazie all’introduzione, in piena rivoluzione industriale, dell’acciaio e del cemento. Da quel momento si assiste ad una diffusione di questo nuovo materiale su larga scala.

Nell’era moderna la qualità del calcestruzzo migliora grazie al passaggio dal calcestruzzo a dosaggio, dove venivano esplicitamente indicate le caratteristiche della miscela dei materiali utilizzati per la sua produzione, al calcestruzzo a resistenza dove si indica solamente la classe di resistenza del calcestruzzo.

Ai giorni nostri si fa sempre più menzione del calcestruzzo a prestazione, in quanto vi è l’esigenza di garantire una durabilità dei materiali ma anche una facile lavorabilità.

 

 

 

 

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